Guida Completa · 2026

Calcolo NASpI 2026: come si calcola l'indennità di disoccupazione

Hai perso il lavoro e vuoi sapere quanto spetta di NASpI nel 2026? Questa guida spiega in modo chiaro requisiti, formula di calcolo, durata massima, importo e cause di decadenza. Per casi complessi, lo Studio Candido a Piacenza offre consulenza dedicata.

Cos'è la NASpI e chi ne ha diritto?

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità mensile di disoccupazione prevista dal D.lgs. 22/2015. Spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico (con contratto a tempo determinato) che hanno perso involontariamente il proprio lavoro: licenziamento, mancato rinnovo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede ECE.

Non hanno diritto alla NASpI: dimissionari volontari (salvo giusta causa), lavoratori autonomi puri, soci di cooperativa con rapporto associativo, dipendenti pubblici a tempo indeterminato.

I requisiti per la NASpI 2026

Per ottenere la NASpI nel 2026 occorrono tre requisiti, tutti contemporaneamente:

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento o non rinnovo contrattuale (no dimissioni volontarie)
  • Almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni precedenti la perdita del lavoro
  • Almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto

Il requisito delle 30 giornate è stato confermato anche per il 2026 (mentre era stato eliminato durante il COVID e poi reintrodotto). Per chi è stato licenziato dopo brevi periodi di lavoro, verificare attentamente questo punto è cruciale.

Come si calcola l'importo della NASpI?

L'importo della NASpI si calcola in 3 step:

  • Step 1 – Retribuzione media: si sommano tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni e si dividono per le settimane di contribuzione, poi si moltiplica per 4,33 → si ottiene la retribuzione mensile media
  • Step 2 – Importo lordo NASpI: se la retribuzione media è ≤ 1.470,98 € (soglia 2026), si percepisce il 75% di essa. Se superiore, si aggiunge il 25% della differenza tra retribuzione media e soglia, fino al tetto massimo di 1.602,30 € lordi mensili (rivalutato annualmente)
  • Step 3 – Decalage: dal 6° mese di percezione, l'importo viene ridotto del 3% mensile (di fatto cala progressivamente fino al termine)

Esempio: retribuzione media di 1.800 € → NASpI iniziale = 1.470,98 × 75% + (1.800 − 1.470,98) × 25% = 1.103 + 82 = 1.185 € lordi mensili.

Quanto dura la NASpI?

La durata massima è pari alla metà delle settimane contributive accreditate nei 4 anni precedenti la cessazione, con un tetto massimo di 24 mesi. Ad esempio, chi ha 36 mesi di contributi negli ultimi 4 anni avrà diritto a 18 mesi di NASpI.

Se durante la NASpI si ottiene un nuovo lavoro a tempo determinato di durata ≤ 6 mesi, la NASpI viene sospesa e riprende al termine del nuovo contratto.

Come si presenta la domanda e quando arriva il primo pagamento?

La domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Si può fare online dal portale INPS (con SPID/CIE/CNS), tramite Patronato, o presso un consulente del lavoro. Il primo pagamento arriva di norma dopo 60-90 giorni dalla domanda, con valuta dell'8° giorno successivo alla cessazione.

In caso di errore nel calcolo da parte dell'INPS, riduzione ingiustificata, o decadenza contestata, lo Studio Candido a Piacenza assiste i lavoratori nel ricorso amministrativo (entro 90 giorni) e, se necessario, nel ricorso giudiziale al Tribunale del Lavoro.

Domande frequenti

Quanti mesi di NASpI mi spettano nel 2026?

La metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, con tetto massimo di 24 mesi. Esempio: 4 anni di contributi = 24 mesi di NASpI; 2 anni di contributi = 12 mesi.

Qual è l'importo massimo NASpI 2026?

Il tetto è 1.602,30 € lordi mensili (rivalutato annualmente sull'inflazione). Da gennaio 2026 si applica anche alla coorte di nuovi richiedenti.

Si può percepire la NASpI dopo le dimissioni?

Solo in caso di dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento dello stipendio, demansionamento, molestie) o risoluzione consensuale in sede di Ispettorato del Lavoro. Le dimissioni volontarie ordinarie NON danno diritto alla NASpI.

Cosa fare se l'INPS calcola male l'importo?

Si presenta ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione INPS. Se respinto, si può proporre ricorso giudiziale al Tribunale del Lavoro. Lo Studio Candido assiste in tutte le fasi.

La NASpI è soggetta a tasse?

Sì, è considerata reddito assimilato a lavoro dipendente. L'INPS opera la ritenuta IRPEF e detrae le relative imposte direttamente sull'importo lordo.

Posso lavorare durante la NASpI?

Sì, ma con regole specifiche: per lavoro autonomo occorre comunicarlo all'INPS entro 30 giorni e si percepisce in misura ridotta; per lavoro subordinato a tempo determinato fino a 6 mesi, la NASpI è sospesa e riprende al termine.

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