Calcolo termini per l'impugnazione del licenziamento
Verifica in pochi secondi la scadenza dei termini di 60 e 180 giorni previsti dall'art. 6 L. 604/1966 per l'impugnazione del licenziamento e il deposito del ricorso al Tribunale del Lavoro.
Calcola i termini per impugnare il licenziamento
Inserisci la data di ricezione del licenziamento e verifica i termini di legge per la contestazione stragiudiziale (art. 6, L. 604/1966) e per il deposito del ricorso in Tribunale.
60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale (raccomandata A/R o PEC).
180 giorni dall'impugnazione per il deposito del ricorso o l'attivazione di conciliazione/arbitrato.
Inserisci la data di ricezione per visualizzare le scadenze.
I termini di decadenza per impugnare il licenziamento
1. Impugnazione — 60 giorni
Dalla ricezione della lettera di licenziamento il lavoratore ha 60 giorni per contestarne la legittimità con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale, trasmesso via raccomandata A/R o PEC. È un termine di decadenza: se saltato, il licenziamento diventa inoppugnabile.
2. Ricorso — 180 giorni
Dopo l'impugnazione stragiudiziale, restano 180 giorni per depositare il ricorso al Tribunale del Lavoro o per attivare la conciliazione presso l'Ispettorato o le sedi sindacali. Anche questo termine è perentorio.
Riferimenti normativi
- Art. 6 L. 604/1966 — disciplina il termine di 60 giorni per l'impugnazione e il successivo termine di 180 giorni per il deposito del ricorso.
- Art. 32 L. 183/2010 (Collegato Lavoro) — ha introdotto il doppio termine attualmente in vigore, sostituendo la disciplina previgente.
- Rito Fornero (L. 92/2012) e rito ordinario del lavoro (artt. 409 e ss. c.p.c.) — regolamentano il procedimento davanti al Tribunale.
FAQ sui termini per impugnare il licenziamento
Quanti giorni ho per impugnare un licenziamento?
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Hai 60 giorni dalla ricezione del licenziamento per l'impugnazione stragiudiziale (raccomandata A/R o PEC). Successivamente hai altri 180 giorni per depositare il ricorso al Tribunale del Lavoro o attivare la conciliazione. Entrambi sono termini di decadenza previsti dall'art. 6 L. 604/1966.
Da quando decorrono i 60 giorni per impugnare?
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Il termine di 60 giorni decorre dal ricevimento della lettera di licenziamento, e non dalla data di spedizione da parte del datore. In caso di licenziamento comunicato in forma scritta ma senza motivazione contestuale, il termine può decorrere dalla comunicazione delle motivazioni.
Cosa succede se non impugno entro 60 giorni?
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Il licenziamento diventa definitivamente inoppugnabile: si perde il diritto di contestarne l'illegittimità e di ottenere la reintegrazione o l'indennità risarcitoria. È un termine di decadenza, non di prescrizione, quindi non ammette interruzione. Rivolgiti tempestivamente a un avvocato giuslavorista.
Come si impugna un licenziamento nel modo corretto?
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L'impugnazione stragiudiziale deve essere fatta con atto scritto che manifesti la volontà di contestare il licenziamento (anche solo per iscritto, senza formule sacramentali). Deve essere trasmessa entro 60 giorni via raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro. Successivamente occorre depositare il ricorso al Tribunale entro ulteriori 180 giorni.
Il calcolo dei termini si fa in giorni di calendario o lavorativi?
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In giorni di calendario, non lavorativi. Sono compresi sabati, domeniche e festivi. Se il termine scade in giorno festivo, viene generalmente prorogato al primo giorno feriale successivo (art. 2963 c.c.).
Vale anche per licenziamento durante il periodo di prova o per dimissioni?
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I termini di 60 + 180 giorni si applicano a tutti i licenziamenti, incluso quello del lavoratore in prova (se contestabile) e in caso di risoluzione del datore di lavoro. Per le dimissioni per giusta causa e la loro impugnazione i termini possono differire: valuta il caso con un avvocato.
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